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Imu, imposta sulla casa, come si aggiornano le rendite catastali e si calcola. PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Aprile 2012 10:58

L’Imu, le sue modalità di calcolo e di pagamento stanno creando polemiche e confusione tra gli addetti ai lavori e i contribuenti.

Il decreto di all’esame del Senato ha chiarito alcuni dei nodi per il pagamento del primo acconto, ma a rendere più difficile il calcolo dell’imposta c’é anche l’aumento dei coefficienti decisi dalla manovra Monti di dicembre.

Resta al momento fermo il termine di pagamento della prima rata, che sarà il 18 giugno.
Per districarsi nei meandri della nuova imposta ecco alcune indicazioni:

Scadenze

Sono 2, la prima è fissata per il 16 giugno di ogni anno (ma quest’anno slitta al 18 giugno perché cade in un giorno prefestivo) e serve a pagare l’acconto dell’imposta dovuta per l’anno; il saldo va invece pagato entro il 16 dicembre (e cadendo di domenica slitta quest’anno al 17);

Chi deve pagare:

il versamento è dovuto dai proprietari dell’immobile, ma anche dai possessori di diritti reali (ad esempio titolari per uso o usufrutto). Non pagano invece gli affittuari;

Le aliquote:

Le aliquote ordinarie, valide su tutto il territorio dello Stato, sono state fissate dalla manovra Monti e sono dello 0,4 per cento (o 4 per mille) sulla prima casa e dello 0,76% (o 7,6 per mille) sulle altre.

Per i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola (stalle, cascine, fienili) l’aliquota è del 2 per mille.

I Comuni possono comunque aumentare o diminuire l’aliquota dello 0,2% entro il prossimo 30 settembre.

Per quest’anno, inoltre, anche lo Stato può decidere ulteriori cambi dell’aliquota entro il 30 luglio, dopo aver valutato il gettito del primo versamento.

Detrazioni:

per l’abitazione principale è prevista dalla legge una detrazione fissa di 200 euro, a cui si devono aggiungere 50 euro per ogni figlio a carico di età non superiore a 26 anni.

Aumento dei coefficienti:

la manovra Monti ha anche deciso un aumento dei coefficienti catastali, che servono per adeguare la “rendita catastale” degli immobili (che va aumentata del 5%) degli immobili per arrivare al valore catastale, che è la base imponibile su cui si applicano le aliquote. Per le abitazioni e le pertinenze (box, cantina, soffitte) il coefficiente è passato dal 100 al 160%.

Calcolo per la prima casa:

va presa la rendita catastale che emerge dalla visura del catasto e va rivalutata del 5% (in pratica va moltiplicata del 105%). L’importo va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente del 160%.

Sul valore finale si applica l’aliquota ordinaria del 4%, anche se il comune ha già deliberato le proprie aliquote. Quindi si sottrae la detrazione prima casa (200 euro + 50 per ciascun figlio sotto i 26 anni).

L’importo dell’Imu dovuto va diviso per due: la metà dell’imposta annuale così calcolata va quindi versata entro il 18 giugno.

A dicembre bisognerà fare il nuovo calcolo tenendo conto delle variazioni che potrebbero decidere i Comuni a settembre e lo Stato a luglio (o che sono già state decise da alcuni Comuni). Dai calcoli dell’imposta annuale, per pagare il saldo, andrà sottratto quanto versato in sede di acconto.

Calcolo per gli altri immobili:

si calcola il valore dell’immobile come per la prima casa: Rendita Catastale X 105 X 160 = base imponibile. Una volta arrivati alla base imponibile l’aliquota da applicare è dello 0,76%.

Non ci sono detrazioni. Entro il 16 giugno va versata metà imposta annuale e in sede di saldo va fatto nuovamente il calcolo con le aliquote fissate dal Comune (o dello Stato a luglio) per pagare la quota rimanente.

Negozi e fabbricati rurali:

per le altre tipologie di immobile cambiano le modalità di calcolo della base imponibile.

Dopo aver adeguato le rendite del 5% (moltiplicando X 105%) il coefficiente cambia. E’ del 55% per i negozi, del 60% per i fabbricati rurali strumentali (ma anche per i capannoni industriali) del 140% per i laboratori artigiani, dell’80% per gli uffici.

L’aliquota da applicare è del 0,76% tranne che per i fabbricati rurali “strumentali”, che pagano lo 0,2%.
Novità delle ultime ore riguardano le case inabitabili, accatastate F2, che, secondo l’emendamento approvato dalla Commissioni Bilancio e Finanze del Senato, saranno completamente esenti dall’Imu.

Resta invece invariata la situazione per gli anziani che sono nelle case di riposo e che debbono pagare l’Imu sulla casa. Durante i lavori delle Commissioni del Senato sul dl fiscale, il Governo ha approvato un ordine del giorno nel quale si impegna a valutare la situazione.

Fonte: Ansa



 
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