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ACI-ISTAT nell'anno 2010 diminuiscono incidenti, morti e feriti. Salvate 14.500 vite e risparmiati 25 miliardi di euro in costi sociali PDF Stampa E-mail
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Venerdì 11 Novembre 2011 11:02

Gelpi (ACI) – “Mancato l’obiettivo UE ma salvate 14.500 vite e risparmiati 25 miliardi di euro in costi sociali. Ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3Nelle città la situazione migliora”.
Giovannini (ISTAT) - “Questa edizione presenta importanti novità dal punto di vista della diffusione dei dati. Dal Data warehouse dell’Istat, I.stat è adesso possibile consultare e  scaricare gli indicatori anche a livello provinciale e la serie storica 2001-2010, di particolare interesse per gli addetti ai lavori.”

Diminuiscono gli incidenti, morti e feriti sulle strade italiane. Il Rapporto ACI-ISTAT evidenzia nel 2010 un calo, rispetto all’anno precedente, di incidenti (211.404; -1,9%), morti (4.090; -3,5%) e feriti (302.735; -1,5%) verbalizzati dalle Forze dell’Ordine. Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end restano fortemente a rischio. I giovani “under 25” sono i più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade, anche se è in crescita il numero dei morti. Tra i grandi Comuni, Verona, Palermo, Catania e Venezia presentano l’indice di mortalità più elevato; Bari e Milano il più basso.

“Abbiamo mancato l’obiettivo UE - ha sottolineato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, commentando i dati – ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3. Nonostante le note criticità – ha concluso Gelpi - nelle città la situazione migliora”.

“Questa edizione presenta importanti novità dal punto di vista della diffusione dei dati. Dal Data warehouse dell’Istat, I.stat è adesso possibile consultare e scaricare gli indicatori anche a livello provinciale e la serie storica 2001-2010, di particolare interesse per gli addetti ai lavori. Inoltre , aver scelto la modalità Open Data è particolarmente importante per il grande riuso che ne viene fatto di questa informazioni. Infine il dwh I.stat per la prima è stato integrato con dati di fonte esterna all’Istat, gestiti dall’ACI, provenienti dal PRA (Pubblico registro Automobilistico)”. Ha concluso il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini.

INCIDENTI: QUANTI?
Incidenti: 211.404 (579 al giorno); morti: 4.090 (11/g.); feriti 302.735 (829/g.)
Ogni giorno in Italia si verificano 579 incidenti stradali che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 829. Nel 2010 sono stati rilevati 211.404 sinistri che hanno causato il decesso di 4.090 persone e il ferimento di altre 302.735. Rispetto al 2009 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%), dei feriti (-1,5%) e dei morti (-3,5%).
Incidenti stradali, morti e feriti – Anni 2009-2010 (valori assoluti e variazioni percentuali)
 
Incidenti stradali e persone coinvolte Valori assoluti  Variazioni percentuali 2010/2009   
  2009 2010     
Incidenti stradali 215.405 211.404 -1,9   
Morti 4.237 4.090 -3,5   
Feriti 307.258 302.735 -1,5 
2001-2010: incidenti = –19,6%; morti = –42,4%; feriti = –17,7%
Nel periodo 2001/2010 gli incidenti sono scesi da 263.100 a 211.404 (-19,6%); i morti da 7.096 a 4.090 (-42,4%); i feriti da 373.286 a 302.735 (-18,9%). Diminuito anche l’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti) dal 2,7 del 2001 al 1,9 del 2010.
Obiettivo europeo 2010: Italia 14ma (- 42,4%), dietro Spagna (-55,2%), Francia (- 51,1%), Germania (- 47,7%) e Regno Unito (-46%), ma davanti a Olanda (-40,9%), Danimarca (-38,5%) e Finlandia (-37,6)

Rispetto all’obiettivo europeo 2010 (la riduzione della mortalità stradale del 50%), l’Italia si posiziona al quattordicesimo posto nella lista dei paesi più virtuosi dell’UE a 27, con una riduzione del 42,4%. Meglio di noi, tra gli altri, Spagna (-55,2%), Francia (- 51,1%), Svezia (-49,9%), Portogallo (-49,4%), Irlanda (-48,4%), Germania (-47,7%), Regno Unito (-46%) e Belgio (-43,5%). Peggio di noi, invece, Olanda (-40,9%), Danimarca (-38,5%), Finlandia (-37,6%) e Grecia (-31,9%). La media dell’Unione è pari al – 42,8%. Lettonia ed Estonia i paesi che hanno fatto registrare la riduzione maggiore (- 60,9% e -60,8%); la Romania quello che ha fatto registrare la riduzione minore: -3,1%.

INCIDENTI: DOVE?
Strade urbane: 75,6% sul totale degli incidenti; 43% dei morti; 72,1% dei feriti
Il 75,6% degli incidenti si è verificato sulle strade urbane, con 1.759 morti (43% del totale) e 218.383 feriti (72,1%). Sulle autostrade si sono verificati 12.079 incidenti (5,7% del tot.), con 376 decessi (9,2%), in aumento (+7,4%) rispetto allo scorso anno e 20.667 feriti (6,8%). In diminuzione, invece, (-7%) il numero dei morti sulle strade urbane.
Incidentalità secondo la categoria della strada – Anno 2010 (valori assoluti, indice di mortalità e variazioni percentuali 2010/2009)
 
CATEGORIA DELLA STRADA Incidenti Morti Feriti Indice
di mortalità (a) Variazione percentuale Incidenti 2010/2009 Variazione percentuale Morti
2010/2009 Variazione percentuale Feriti
2010/2009   
Strade urbane 160.049 1.759 218.383 1,1 -2,2 -7,0 -2,1   
Autostrade e raccordi 12.079 376 20.667 3,1 -1,0 7,4 0,6   
Altre strade (b) 39.276 1.955 63.685 5,0 -0,5 -2,0 0,2   
Totale 211.404 4.090 302.735 1,9 -1,9 -3,5 -1,5 
(a) Rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti, moltiplicato 100.
(b) Sono incluse nella categoria “Altre strade”, le strade Statali, Provinciali, Comunali extraurbane e Regionali.
Incidenti più gravi su strade extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti
Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,1 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l’indice di mortalità è pari a 3,1.

INCIDENTI DOVE: I GRANDI COMUNI
Grandi Comuni: indice di mortalità: più alto a Verona (1,7) e Palermo (1,6); più basso a Milano e Bari (0,5)
L’analisi dei dati nei grandi Comuni italiani (Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania) mostra notevoli differenze sul territorio dell’indice di mortalità, con valori che vanno dallo 0,5 all’1,7. I valori più elevati si registrano a Verona (1,7) e Palermo (1,6), mentre quelli più bassi a Milano e Bari (0,5).
La diminuzione del numero dei morti ha raggiunto livelli superiori al 50% a Torino, Bari e Trieste, mentre presenta valori tra il 50% e 40% a Milano, Venezia, Firenze e Roma. Diminuzioni più contenute o valori stabili della variazione percentuale si registrano a Verona, Genova, Bologna, Napoli, Palermo, Messina e Catania.

INCIDENTI: QUANDO?
Luglio mese “nero” con 686 incidenti e 15 morti al giorno. Sinistri più pericolosi ad agosto
Il maggior numero di incidenti e di decessi si è verificato a luglio (21.272, con 450 morti), mese con la media giornaliera più alta (686 incidenti e 15 vite spezzate). Febbraio è il mese con il numero più basso di incidenti (14.411) e morti (282), Gennaio quello con la media giornaliera più contenuta (492). In città la frequenza più elevata di incidenti si colloca a luglio (15.815), mese nel quale si registra anche il più alto numero di morti sulle strade (176). Febbraio il mese con il minor numero di incidenti (10.881).

Venerdì e giovedì: più incidenti (15,9% e 15,1% del tot.) e feriti (15,4% e 14,5%); sabato più morti (17,2%). Indice di mortalità più alto nel week-end: domenica (3,1), sabato (2.4)
Venerdì e giovedì sono i giorni ”neri” per numero di incidenti (33.570 e 31.927: pari, rispettivamente, al 15,9 e 15,1% del totale) e feriti (46.677 e 43.765: il 15,4% e 14,5% del tot.). Il numero maggiore di morti si registra al sabato (702; 17,2%). L’indice di mortalità più alto si registra nel fine settimana: 3,1 morti ogni 100 incidenti la domenica, 2,4 il sabato.

Ora critica le 18:00: 17.011 incidenti, 294 morti. Indice di mortalità più elevato di notte (da 2,3 a 5,7) Il picco più elevato di incidentalità durante l’arco della giornata si registra intorno alle ore 18:00 (17.011 incidenti con 294 morti), quando all’incremento del traffico per gli spostamenti lavoro-casa si aggiungono fattori psico-sociali come lo stress e la stanchezza, unitamente alle difficoltà di percezione visiva dovute alla riduzione della luce naturale.

L’indice di mortalità si mantiene superiore alla media giornaliera (1,9 decessi ogni 100 incidenti) dalle 20 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 4 (5,7).

Nella fascia notturna (tra le 22 e le 6) l’indice di mortalità assume i valori più elevati, compresi tra 2,3 e 5,7 decessi ogni 100 incidenti.

Notte: meno incidenti ma più pericolosi

Nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 si sono verificati 27.310 incidenti (12,9% del tot.) che hanno causato il decesso di 999 persone (24,4%) e il ferimento di altre 45.573 (14,7%).
Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 42,6% del totale degli incidenti notturni; i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 45,4% e il 45,3%.

INCIDENTI: COME?
Un incidente su quattro a veicoli isolati. Indice mortalità: isolati (3,5); due o più veicoli (1,5). Tipologie più pericolose: scontro frontale (4,6), urto con ostacolo (4,1), fuoriuscita di strada (3,8), investimento pedone (2,9).
La maggior parte degli incidenti stradali (74,4%) avviene tra due o più veicoli. Il 25,6% riguarda veicoli isolati. Più ricorrente lo scontro frontale-laterale (73.272 casi: 34,7% tot.) con 994 morti (25,3%) e 109.017 feriti (36%), seguito dal tamponamento che registra 38.541 casi, con 395 morti e 64.181 persone ferite.
Tra gli incidenti a veicoli isolati, la fuoriuscita o sbandamento del veicolo rappresenta il caso più diffuso: 20.704 incidenti con 777 morti e 25.881 feriti. L’investimento di pedone rappresenta il 9,1% degli incidenti: 19.335 casi, in cui hanno perso la vita 569 persone e 21.846 sono rimaste ferite.
Le tipologie di incidenti più pericolose, secondo l’indice di mortalità, risultano: scontro frontale (4,6); urto con ostacolo (4,1), fuoriuscita di strada (3,8), investimento pedone (2,9).

INCIDENTI: PERCHÉ?
Precedenza/semaforo 44.662 (17,1%), guida distratta/andamento indeciso 44.398 (17,1%), eccesso velocità 30.155 (11,6%) le prime tre cause di incidente
Il mancato rispetto delle regole di precedenza (44.662 incidenti, pari al 17,1% del totale), la guida distratta (44.398 = 17,1%) e la velocità elevata (30.155 = 11,6%) sono le prime tre cause di incidente: da sole costituiscono il 45,7% dei casi. Sulle strade urbane, la prima causa di incidente il è il mancato rispetto della precedenza o del semaforo (20,6%); sulle extraurbane, la guida distratta o andamento indeciso (21,2%), seguita dalla guida a velocità troppo elevata (19,1%)

INCIDENTI: CHI?
Morti in incidenti stradali: uomini: 3.249 (79,4%); donne: 841 (20,56%); conducenti: 2.837 (69,4% del tot.); passeggeri: 639 (15,6%); pedoni: 614 (15%). Più colpiti under 25 e over 75.
Su 4.090 morti in incidenti stradali, 3.249 sono maschi (79,4%) e 841 femmine (20,56%). Tra i maschi, i più colpiti sono quelli tra i 20 e i 24 anni; per le femmine i picchi si registrano sia nella fascia 20-24 anni, che nelle over 75 a causa del maggior coinvolgimento delle donne anziane come pedoni. Tra i morti, 2837 conducenti (69,4% del tot.), 639 passeggeri (15,6%) e 614 pedoni(15%).

INCIDENTI: COSA?
Veicoli coinvolti: auto (267.481; 67,8% tot.), moto (52.159; 13,2%), autocarri (27.346; 6,9%) motorini (22.208; 5,6%), bici (15.565; 3.9%)

Le auto sono la categoria di veicoli maggiormente coinvolta in incidenti stradali: 267.481 in valore assoluto, pari al 67,8% dei veicoli. Seguono motocicli (52.159; 13,2%), autocarri (27.346; 6,9%) motorini (22.208; 5,6%) e biciclette (15.565; 3.9%)

Indice mortalità: medio 0,9. Moto: 1,8; biciclette: 1,7, minicar: 1,3; motorini: 0,9; auto: 0,7

L’indice di mortalità medio dei veicoli è pari a 0,9, per motocicli e biciclette è doppio: 1,8 e 1,7. In aumento l’indice di mortalità delle minicar, da 1,1 del 2009, a 1,3 del 2010. L’indice di mortalità dei motorini passa da 0,8 a 0,9, mentre quello delle auto resta stazionario a 0,7.

*********
ACI-ISTAT 2010: DIMINUISCONO INCIDENTI (-1,9%), MORTI (-3,5%) E FERITI (-1,5%)
Obiettivo 2010 (-50% morti sulle strade): Italia 14ma in UE: - 42,4% (media: -42,8%)
QUANTI
Incidenti: 211.404 (-1,9%); morti: 4.090 (-3,5%); feriti 302.735 (-1,5%)
DOVE
Strade urbane: 75,7% incidenti; 43% morti; 72,1% feriti
Autostrade: meno incidenti (-1%), ma più morti (7,4%)
Incidenti più gravi sulle extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti
GRANDI COMUNI
Indice mortalità: più alto a Verona: 1,7; Palermo 1,6: più basso a Milano e Bari: 0,5
QUANDO
Luglio mese “nero”; venerdì: più incidenti e feriti; sabato più morti.
Ora critica le 18:00.
Indice mortalità più alto di notte (22-6) e nel week-end
COME
I più pericolosi:
scontro frontale, urto con ostacolo, fuoriuscita di strada, investimento pedone.
PERCHÉ
Precedenza, guida distratta, eccesso velocità le prime tre cause
COSA
Indice mortalità: medio 0,9. Motocicli: 1,8; biciclette: 1,7; minicar: 1,3

(Fonte www.aci.it)



Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Novembre 2011 11:14
 
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