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Il Codice della strada - Titolo II art 13-30 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 05 Maggio 2011 15:40
Indice
Il Codice della strada
Titolo I- Parte generale
Titolo II art 13-30
Tutte le pagine

 

TITOLO II
Della costruzione e tutela delle strade
Capo I
Costruzione e tutela delle strade ed aree pubbliche
Art. 13.
Norme per la costruzione e la gestione delle strade (1) (2)
1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti il Consiglio superiore delle infrastrutture e dei trasporti ed il Consiglio nazionale delle ricerche, emana entro un anno dalla entrata in vigore del presente codice, sulla base della classificazione di cui all'art. 2, le norme funzionali e geometriche per la costruzione, il controllo e il collaudo delle strade, dei relativi impianti e servizi ad eccezione di quelle di esclusivo uso militare. Le norme devono essere improntate alla sicurezza della circolazione di tutti gli utenti della strada, alla riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico per la salvaguardia degli occupanti gli edifici adiacenti le strade ed al rispetto dell'ambiente e di immobili di notevole pregio architettonico o storico. Le norme che riguardano la riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico sono emanate nel rispetto delle direttive e degli atti di indirizzo del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, che viene richiesto di specifico concerto nei casi previsti dalla legge. (3)
2. La deroga alle norme di cui al comma 1 è consentita solo per specifiche situazioni (4) allorquando particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non ne consentono il rispetto, (5) sempre che sia assicurata la sicurezza stradale e siano comunque evitati inquinamenti.
3. Le norme di cui al comma 1 sono aggiornate ogni tre anni.
4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, entro due anni dalla entrata in vigore del presente codice, emana, con i criteri e le modalità di cui al comma 1, le norme per la classificazione delle strade esistenti in base alle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali di cui all'articolo 2, comma 2.
4-bis. Le strade di nuova costruzione classificate ai sensi delle lettere C, D, E ed F del comma 2 dell'articolo 2 devono avere, per l'intero sviluppo, una pista ciclabile adiacente purché realizzata in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza. (6) Pag. 29/246
5. Gli enti proprietari delle strade devono classificare la loro rete entro un anno dalla emanazione delle norme di cui al comma 4. Gli stessi enti proprietari provvedono alla declassificazione delle strade di loro competenza, quando le stesse non possiedono più le caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali di cui all'articolo 2, comma 2.
6. Gli enti proprietari delle strade sono obbligati ad istituire e tenere aggiornati la cartografia, il catasto delle strade e le loro pertinenze secondo le modalità stabilite con apposito decreto che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti emana sentiti il Consiglio superiore delle infrastrutture e dei trasporti e il Consiglio nazionale delle ricerche. Nel catasto dovranno essere compresi anche gli impianti e i servizi permanenti connessi alle esigenze della circolazione stradale. (7)
7. Gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad effettuare rilevazioni del traffico per l'acquisizione di dati che abbiano validità temporale riferita all'anno nonché per adempiere agli obblighi assunti dall'Italia in sede internazionale.
8. Ai fini dell'attuazione delle incombenze di cui al presente articolo, l'Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, di cui all'art. 35, comma 3, ha il compito di acquisire i dati dell'intero territorio nazionale, elaborarli e pubblicizzarli annualmente, nonché comunicarli agli organismi internazionali. Detta struttura cura altresì che i vari enti ottemperino alle direttive, norme e tempi fissati nel presente articolo e nei relativi decreti.
(1) Si veda la L. 12 febbraio 1958, n. 126, in tema di strade pubbliche, rimasto in vigore ai sensi
dell’art. 231 del nuovo codice della strada.
(2) Si veda il D.M. 5 giugno 2001 in tema di sicurezza nelle gallerie stradali.
(3) Si vedano i D.M. 5 novembre 2001, recante norme funzionali e geometriche per la costruzione
delle strade ed il D.M. 19 aprile 2006, recante norme funzionali e geometriche per la costruzione
delle intersezioni stradali.
(4) Le parole: “solo per le strade esistenti” sono state così sostituite dalle attuali: “solo per
specifiche situazione” dall'art. 1 del D.L. 27 giugno 2003, n. 151.
(5) Le parole: “l’adeguamento” sono state così sostituite dalle attuali: “il rispetto” dall'art. 1 del
D.L. 27 giugno 2003, n. 151.
(6) Questo comma è stato inserito dalla L. 19 ottobre 1998, n. 366.
(7) Si veda il D.M. 1 giugno 2001, recante modalità di istituzione ed aggiornamento del catasto
delle strade.

Art. 14.
Poteri e compiti degli enti proprietari delle strade (1)
1. Gli enti proprietari delle strade, (2) allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono:
a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;
b) al controllo tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. (3)
2. Gli enti proprietari provvedono, inoltre:
a) al rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di cui al presente titolo; (4)
b) alla segnalazione agli organi di polizia delle violazioni alle disposizioni di cui al presente titolo e alle altre norme ad esso attinenti, nonché alle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni e nelle concessioni.
2-bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altresì, in caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare percorsi ciclabili adiacenti purché realizzati in conformità ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati problemi di sicurezza. (5)
3. Per le strade in concessione i poteri e i compiti dell'ente proprietario della strada previsti dal presente codice sono esercitati dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito.
4. Per le strade vicinali di cui all'art. 2, comma 7, i poteri dell'ente proprietario previsti dal presente codice sono esercitati dal comune. (6)
(1) Vedi art. 25 reg. cod. strada.
(2) A norma del D. L.vo 2 settembre 1997, n. 320, a decorrere dal 1 luglio 1998 sono delegate alle province autonome di Trento e di Bolzano, per il rispettivo territorio, le funzioni in materia di viabilità stradale dello Stato quale ente proprietario e dell’Ente nazionale per le strade (ANAS), comprese quelle di cui al D. L.vo 26 febbraio 1994, n. 143, escluse le autostrade.
(3) A norma dell’art. 234, comma 4, di questo codice, la segnaletica di pericolo e di prescrizione permanente dovrà essere adattata, entro l’1 gennaio 1994, alle nuove norme del codice della strada e del regolamento. La restante segnaletica dovrà essere adeguata entro tre anni. In caso di sostituzione i nuovi segnali dovranno essere conformi alle norme del presente codice e del regolamento. Fino a tale data è consentito il permanere della segnaletica attualmente esistente.
(4) A norma dell’art. 234, comma 2, di questo codice, le disposizioni relative al rilascio di autorizzazioni e concessioni ed alle relative formalità di cui agli art. 26 e 27 c.s. si applicano a decorrere dal 1 luglio 1993.
(5) Questo comma è stato inserito dalla L. 19 ottobre 1998, n. 366.
(6) Si veda la L. 12 febbraio 1958, n. 126, rimasta in vigore ai sensi dell’art. 231 del nuovo codice della strada.

Art. 15.
Atti vietati (1)
1. Su tutte le strade e loro pertinenze e' vietato:
a) danneggiare in qualsiasi modo le opere, le piantagioni e gli impianti che ad esse appartengono, alterarne la forma ed invadere od occupare la piattaforma e le pertinenze o creare comunque stati di pericolo per la circolazione;
b)danneggiare, spostare, rimuovere o imbrattare la segnaletica stradale ed ogni altro manufatto ad essa attinente;
c)impedire il libero deflusso delle acque nei fossi laterali e nelle relative opere di raccolta e di scarico;
d)impedire il libero deflusso delle acque che si scaricano sui terreni sottostanti; e) far circolare bestiame, fatta eccezione per quelle locali con l'osservanza delle norme previste sulla conduzione degli animali; f) depositare rifiuti o materie di qualsiasi specie, insudiciare e imbrattare comunque la strada e le sue pertinenze; «f-bis) insozzare la strada o le sue pertinenze gettando rifiuti o oggetti dai veicoli in sosta o in movimento»;
g)apportare o spargere fango o detriti anche a mezzo delle ruote dei veicoli provenienti da accessi e diramazioni;
h)scaricare, senza regolare concessione, nei fossi e nelle cunette materiali o cose di qualsiasi genere o incanalare in essi acque di qualunque natura;
i)gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa.
2. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere a), b) e g), e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155.
3. Chiunque viola uno dei divieti di cui al comma 1, lettere c), d), e), f), h) ed i), e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 23 a euro 92. 3-bis. Chiunque viola il divieto di cui al comma 1, lettera f-bis), e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100 a euro 400»; 4. Dalle violazioni di cui ai commi 2 e 3 e 3 bis consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Articolo così modificato dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120.
Art. 16.
Fasce di rispetto in rettilineo ed aree di visibilità nelle intersezioni fuori dei centri abitati (1)
1. Ai proprietari o aventi diritto dei fondi confinanti con le proprietà stradali fuori dei centri abitati è vietato:
a) aprire canali, fossi ed eseguire qualunque escavazione nei terreni laterali alle strade;
b) costruire, ricostruire o ampliare, lateralmente alle strade, edificazioni di qualsiasi tipo e materiale;
c) impiantare alberi lateralmente alle strade, siepi vive o piantagioni ovvero recinzioni.
Il regolamento, in relazione alla tipologia dei divieti indicati, alla classificazione di cui all'articolo 2, comma 2, nonché alle strade vicinali, determina le distanze dal confine stradale entro le quali vigono i divieti di cui sopra, prevedendo, altresì, una particolare disciplina per le aree fuori dai centri abitati ma entro le zone previste come edificabili o trasformabili dagli strumenti urbanistici.
Restano comunque ferme le disposizioni di cui agli articoli 892 e 893 del codice civile.
2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di rispetto indicate nel comma 1, lettere b) e c), devesi aggiungere l'area di visibilità determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire dal punto di intersezione degli allineamenti stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento, e il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi.
3. In corrispondenza e all'interno degli svincoli è vietata la costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione e le fasce di rispetto da associare alle rampe esterne devono essere quelle relative alla categoria di strada di minore importanza tra quelle che si intersecano.
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624. (2)
5. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Vedi art. 26 reg. cod. strada.
(2) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.

Art. 17.
Fasce di rispetto nelle curve fuori dei centri abitati (1)
1. Fuori dei centri abitati, all'interno delle curve devesi assicurare, fuori della proprietà stradale, una fascia di rispetto, inibita a qualsiasi tipo di costruzione, di recinzione, di piantagione, di deposito, osservando le norme determinate dal regolamento in relazione all'ampiezza della curvatura.
2. All'esterno delle curve si osservano le fasce di rispetto stabilite per le strade in rettilineo.
3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. (2)
4. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Vedi art. 27 reg. cod. strada.
(2) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 18.
Fasce di rispetto ed aree di visibilità nei centri abitati (1)
1. Nei centri abitati, per le nuove costruzioni, ricostruzioni ed ampliamenti, le fasce di rispetto a tutela delle strade, misurate dal confine stradale, non possono avere dimensioni inferiori a quelle indicate nel regolamento in relazione alla tipologia delle strade.
2. In corrispondenza di intersezioni stradali a raso, alle fasce di rispetto indicate nel comma 1 devesi aggiungere l'area di visibilità determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamenti delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza misurata a partire dal punto di intersezione degli allineamenti stessi sia pari al doppio delle distanze stabilite nel regolamento a seconda del tipo di strada, e il terzo lato costituito dal segmento congiungente i punti estremi.
3. In corrispondenza di intersezioni stradali a livelli sfalsati è vietata la costruzione di ogni genere di manufatti in elevazione all'interno dell'area di intersezione che pregiudichino, a giudizio dell'ente proprietario, la funzionalità dell'intersezione stessa e le fasce di rispetto da associare alle rampe esterne devono essere quelle relative alla categoria di strada di minore importanza tra quelle che si intersecano.
4. Le recinzioni e le piantagioni dovranno essere realizzate in conformità ai piani urbanistici e di traffico e non dovranno comunque ostacolare o ridurre, a giudizio dell'ente proprietario della strada, il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza della circolazione.
5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624. (2)
6. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

(1) Vedi art. 28 reg. cod. strada.
(2) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.

Art. 19.
Distanze di sicurezza dalle strade
1. La distanza dalle strade da osservare nella costruzione di tiri a segno, di opifici o depositi di
materiale esplosivo, gas o liquidi infiammabili, di cave coltivate mediante l'uso di esplosivo, nonché
di stabilimenti che interessino comunque la sicurezza o la salute pubblica o la regolarità della
circolazione stradale, è stabilita dalle relative disposizioni di legge e, in difetto di esse, dal prefetto,
previo parere tecnico degli enti proprietari della strada e dei vigili del fuoco.
2. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. (1)
3. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria
dell'obbligo per l'autore della violazione stessa del ripristino dei luoghi a proprie spese, secondo le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 20.
Occupazione della sede stradale (1) (2) (3)
1. Sulle strade di tipo A), B), C) e D) è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi
compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili; sulle strade di tipo E) ed F)
l'occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un
itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione
che essa non determini intralcio alla circolazione. (4)
2. L'ubicazione di chioschi, edicole od altre installazioni, anche a carattere provvisorio, non è
consentita, fuori dei centri abitati, sulle fasce di rispetto previste per le recinzioni dal regolamento.
3. Nei centri abitati, ferme restando le limitazioni e i divieti di cui agli articoli ed ai commi
precedenti, l'occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni può
essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai
fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2
m. Le occupazioni non possono comunque ricadere all'interno dei triangoli di visibilità delle
intersezioni, di cui all'art. 18, comma 2. Nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando
sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada, è ammessa l'occupazione dei
marciapiedi a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle
persone con limitata o impedita capacità motoria. (5)
4. Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non
ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 155 a euro 624. (6)

5. La violazione di cui ai commi 2, 3 e 4 importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo
per l'autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese, secondo le norme
del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Vedi art. 29 reg. cod. strada.
(2) A norma dell’art. 234, comma 1, di questo codice, così come modificato dal D. L. 4 ottobre
1996, n. 517, convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1996, n. 611, gli adeguamenti
conseguenti alle disposizioni di questo articolo, devono avvenire entro il 31 dicembre 1998. Fino a
tale data sono consentite le occupazioni, le installazioni e gli accessi attualmente esistenti.
(3) Si veda il D. L.vo 22 gennaio 1948, n. 66, recante norme per assicurare la libera circolazione
sulle strade ferrate ed ordinarie e la libera navigazione.
(4) Le parole da: “ovvero,…” sino alla fine del periodo sono state aggiunte dalla L. 7 dicembre
1999, n. 472.
(5) L’ultimo periodo di questo comma è stato così sostituito dalla L. 7 dicembre 1999, n. 472.
(6) Questo comma è stato così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da
ultimo modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 21.
Opere, depositi e cantieri stradali (1)
1. Senza preventiva autorizzazione o concessione della competente autorità di cui all'articolo 26 è
vietato eseguire opere o depositi e aprire cantieri stradali, anche temporanei, sulle strade e loro
pertinenze, nonché sulle relative fasce di rispetto e sulle aree di visibilità.
2. Chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di
veicoli e di pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della
circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di notte. Deve provvedere a rendere
visibile, sia di giorno che di notte, il personale addetto ai lavori esposto al traffico dei veicoli. (2)
3. Il regolamento stabilisce le norme relative alle modalità ed ai mezzi per la delimitazione e la
segnalazione dei cantieri, alla realizzabilità della visibilità sia di giorno che di notte del personale
addetto ai lavori, nonché agli accorgimenti necessari per la regolazione del traffico, nonché le
modalità di svolgimento dei lavori nei cantieri stradali. (3)
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo, quelle del regolamento, ovvero le
prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da euro 779 a euro 3.119. (4)
5. La violazione delle suddette disposizioni importa la sanzione amministrativa accessoria
dell'obbligo della rimozione delle opere realizzate, a carico dell'autore delle stesse e a proprie spese,
secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Vedi art. 30, art. 31, art. 32, art. 33, art. 34, art. 35, art. 36, art. 37, art. 38, art. 39, art. 40, art. 41,
art. 42 e art. 43 reg. cod. strada.
(2) Si veda il D.M. 9 giugno 1995, recante disciplinare tecnico sulle prescrizioni relative ad
indumenti e dispositivi autonomi per rendere visibile a distanza il personale impegnato su strada in
condizioni di scarsa visibilità.
(3) Si veda il D.M. 10 luglio 2002, recante disciplinare tecnico relativo agli scemi segnaletici,
differenziati per categoria di strada, da adottare per il regolamento temporaneo.
(4) Questo comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.

Art. 22.
Accessi e diramazioni (1) (2)
1. Senza la preventiva autorizzazione dell'ente proprietario della strada non possono essere stabiliti
nuovi accessi e nuove diramazioni dalla strada ai fondi o fabbricati laterali, né nuovi innesti di
strade soggette a uso pubblico o privato.
2. Gli accessi o le diramazioni già esistenti, ove provvisti di autorizzazione, devono essere
regolarizzati in conformità alle prescrizioni di cui al presente titolo.
3. I passi carrabili devono essere individuati con l'apposito segnale, previa autorizzazione dell'ente
proprietario.
4. Sono vietate trasformazioni di accessi o di diramazioni già esistenti e variazioni nell'uso di questi,
salvo preventiva autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
5. Il regolamento determina i casi in cui l'ente proprietario può negare l'autorizzazione di cui al
comma 1.
6. Chiunque ha ottenuto l'autorizzazione deve realizzare e mantenere, ove occorre, le opere sui fossi
laterali senza alterare la sezione dei medesimi, né le caratteristiche plano-altimetriche della sede
stradale.
7. Il regolamento indica le modalità di costruzione e di manutenzione degli accessi e delle
diramazioni.
8. Il rilascio dell'autorizzazione di accessi a servizio di insediamenti di qualsiasi tipo è subordinato
alla realizzazione di parcheggi nel rispetto delle normative vigenti in materia.
9. Nel caso di proprietà naturalmente incluse o risultanti tali a seguito di costruzioni o modifiche di
opere di pubblica utilità, nei casi di impossibilità di regolarizzare in linea tecnica gli accessi
esistenti, nonché in caso di forte densità degli accessi stessi e ogni qualvolta le caratteristiche planoaltimetriche
nel tratto stradale interessato dagli accessi o diramazioni non garantiscano requisiti di
sicurezza e fluidità per la circolazione, l'ente proprietario della strada rilascia l'autorizzazione per
l'accesso o la diramazione subordinatamente alla realizzazione di particolari opere quali innesti
attrezzati, intersezioni a livelli diversi e strade parallele, anche se le stesse, interessando più
proprietà, comportino la costituzione di consorzi obbligatori per la costruzione e la manutenzione
delle opere stesse.
10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce con proprio decreto, per ogni strada o per
ogni tipo di strada da considerare in funzione del traffico interessante le due arterie intersecantisi, le
caratteristiche tecniche da adottare nella realizzazione degli accessi e delle diramazioni, nonché le
condizioni tecniche e amministrative che dovranno dall'ente proprietario essere tenute a base
dell'eventuale rilascio dell'autorizzazione. È comunque vietata l'apertura di accessi lungo le rampe
di intersezioni sia a raso che a livelli sfalsati, nonché lungo le corsie di accelerazione e di
decelerazione.
11. Chiunque apre nuovi accessi o nuove diramazioni ovvero li trasforma o ne varia l'uso senza
l'autorizzazione dell'ente proprietario, oppure mantiene in esercizio accessi preesistenti privi di
autorizzazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a
euro 624. La violazione importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo del ripristino dei

luoghi, a carico dell'autore della violazione stessa e a proprie spese, secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI. La sanzione accessoria non si applica se le opere effettuate possono essere
regolarizzate mediante autorizzazione successiva. Il rilascio di questa non esime dall'obbligo di
pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria. (3)
12. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo e del regolamento è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 38 a euro 155. (3)
(1) Vedi art. 44, art. 45 e art. 46 reg. cod. strada.
(2) A norma dell’art. 234, comma 1, di questo codice, così come modificato dal D. L. 4 ottobre
1996, n. 517, convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1996, n. 611, gli adeguamenti
conseguenti alle disposizioni di questo articolo, devono avvenire entro il 31 dicembre 1998. Fino a
tale data sono consentite le occupazioni, le installazioni e gli accessi attualmente esistenti.
(3) Questo comma è stato così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da
ultimo modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 23.
Pubblicità sulle strade e sui veicoli (1)
1. Lungo le strade o in vista di esse e' vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di
pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli
transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare
confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne
la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne
l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti
non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide.
Sono, altesì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonche' le sorgenti e le
pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento. Sulle isole di traffico delle intersezioni
canalizzate e' vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica.
2. E' vietata l'apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli. E' consentita quella
di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento,
purche' sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell'attenzione nella guida per i
conducenti degli altri veicoli.
3. (soppresso).
4. La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse e' soggetta
in ogni caso ad autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti
norme. Nell'interno dei centri abitati la competenza e' dei comuni, salvo il preventivo nulla osta
tecnico dell'ente proprietario se la strada e' statale, regionale o provinciale.
5. Quando i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari collocati su una strada sono visibili da un'altra
strada appartenente ad ente diverso, l'autorizzazione e' subordinata al preventivo nulla osta di
quest'ultimo. I cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano
visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene
autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada.
6. Il regolamento stabilisce le norme per le dimensioni, le caratteristiche, l'ubicazione dei mezzi
pubblicitari lungo le strade, le fasce di pertinenza e nelle stazioni di servizio e di rifornimento di
carburante. Nell'interno dei centri abitati, nel rispetto di quanto previsto dal comma 1, i comuni
hanno la facoltà di concedere deroghe alle norme relative alle distanze minime per il
posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, nel rispetto delle esigenze di sicurezza
della circolazione stradale.
7. E' vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista degli itinerari internazionali, delle
autostrade e delle strade extraurbane principali e relativi accessi. Su dette strade e' consentita la
pubblicità nelle aree di servizio o di parcheggio solo se autorizzata dall'ente proprietario e sempre
che non sia visibile dalle stesse.
Sono consentiti i segnali indicanti servizi o indicazioni agli utenti purche' autorizzati dall'ente
proprietario delle strade. Sono altesì consentite le insegne di esercizio, con esclusione dei cartelli e
delle insegne pubblicitarie e altri mezzi pubblicitari, purche' autorizzate dall'ente proprietario della
strada ed entro i limiti e alle condizioni stabilite con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Sono inoltre consentiti, purche' autorizzati dall'ente proprietario della strada, nei limiti e
alle condizioni stabiliti con il decreto di cui al periodo precedente, cartelli di valorizzazione e
promozione del territorio indicanti siti d'interesse turistico e culturale e cartelli indicanti servizi di
pubblico interesse. Con il decreto di cui al quarto periodo sono altesì individuati i servizi di
pubblico interesse ai quali si applicano le disposizioni del periodo precedente.
8. E' parimenti vietata la pubblicità, relativa ai veicoli sotto qualsiasi forma, che abbia un contenuto,
significato o fine in contrasto con le norme di comportamento previste dal presente codice. La
pubblicità fonica sulle strade e' consentita agli utenti autorizzati e nelle forme stabilite dal
regolamento. Nei centri abitati, per ragioni di pubblico interesse, i comuni possono limitarla a
determinate ore od a particolari periodi dell'anno.
9. Per l'adattamento alle presenti norme delle forme di pubblicità attuate all'atto dell'entrata in
vigore del presente codice, provvede il regolamento di esecuzione.
10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade
direttive per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del
regolamento, nonche' disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle
disposizioni stesse.
11. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento e' soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559.
12. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nelle autorizzazioni previste dal presente articolo
e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624.
13. Gli enti proprietari, per le strade di rispettiva competenza, assicurano il rispetto delle
disposizioni del presente articolo. Per il raggiungimento di tale fine l'ufficio o comando da cui
dipende l'agente accertatore, che ha redatto il verbale di contestazione delle violazioni di cui ai
commi 11 e 12, trasmette copia dello stesso al competente ente proprietario della strada.
13-bis. In caso di collocazione di cartelli, insegne di esercizio o altri mezzi pubblicitari privi di
autorizzazione o comunque in contrasto con quanto disposto dal comma 1, l'ente proprietario della
strada diffida l'autore della violazione e il proprietario o il possessore del suolo privato, nei modi di
legge, a rimuovere il mezzo pubblicitario a loro spese entro e non oltre dieci giorni dalla data di
comunicazione dell'atto. Decorso il suddetto termine, l'ente proprietario provvede ad effettuare la
rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell'autore
della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo; a tal fine tutti gli
organi di polizia stradale di cui all'articolo 12 sono autorizzati ad accedere sul fondo privato ove e'
collocato il mezzo pubblicitario. Chiunque viola le prescrizioni indicate al presente comma e al
comma 7 e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 4.351 a
euro 17.405; nel caso in cui non sia possibile individuare l'autore della violazione, alla stessa
sanzione amministrativa e' soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione.
13-ter. In caso di inottemperanza al divieto, i cartelli, le insegne di esercizio e gli altri mezzi
pubblicitari sono rimossi ai sensi del comma 13-bis. Le regioni possono individuare entro dodici
mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione le strade di interesse panoramico ed
ambientale nelle quali i cartelli, le insegne di esercizio ed altri mezzi pubblicitari provocano
deturpamento del paesaggio. Entro sei mesi dal provvedimento di individuazione delle strade di
interesse panoramico ed ambientale i comuni provvedono alle rimozioni ai sensi del comma 13-bis.
13-quater. Nel caso in cui l'installazione dei cartelli, delle insegne di esercizio o di altri mezzi
pubblicitari sia realizzata su suolo demaniale ovvero rientrante nel patrimonio degli enti proprietari
delle strade, o nel caso in cui la loro ubicazione lungo le strade e le fasce di pertinenza costituisca
pericolo per la circolazione, in quanto in contrasto con le disposizioni contenute nel regolamento,
l'ente proprietario esegue senza indugio la rimozione del mezzo pubblicitario. Successivamente alla
stessa, l'ente proprietario trasmette la nota delle spese sostenute al prefetto, che emette ordinanza -
ingiunzione di pagamento. Tale ordinanza costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge.
13-quater.1. In ogni caso, l'ente proprietario può liberamente disporre dei mezzi pubblicitari rimossi
in conformità al presente articolo, una volta che sia decorso il termine di sessanta giorni senza che
l'autore della violazione, il proprietario o il possessore del terreno ne abbiano richiesto la
restituzione. Il predetto termine decorre dalla data della diffida, nel caso di rimozione effettuata ai
sensi del comma 13-bis, e dalla data di effettuazione della rimozione, nell'ipotesi prevista dal
comma 13-quater.
13-quinquies. (soppresso)
(1) Articolo così da ultimo modificato dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120.
Art. 24.
Pertinenze delle strade (1)
1. Le pertinenze stradali sono le parti della strada destinate in modo permanente al servizio o
all'arredo funzionale di essa.
2. Le pertinenze stradali sono regolate dalle presenti norme e da quelle del regolamento e si
distinguono in pertinenze di esercizio e pertinenze di servizio.
3. Sono pertinenze di esercizio quelle che costituiscono parte integrante della strada o ineriscono
permanentemente alla sede stradale.
4. Sono pertinenze di servizio le aree di servizio, con i relativi manufatti per il rifornimento ed il
ristoro degli utenti, le aree di parcheggio, le aree ed i fabbricati per la manutenzione delle strade o
comunque destinati dall'ente proprietario della strada in modo permanente ed esclusivo al servizio
della strada e dei suoi utenti. Le pertinenze di servizio sono determinate, secondo le modalità fissate
nel regolamento, dall'ente proprietario della strada in modo che non intralcino la circolazione o
limitino la visibilità.
5. Le pertinenze costituite da aree di servizio, da aree di parcheggio e da fabbricati destinate al
ristoro possono appartenere anche a soggetti diversi dall'ente proprietario ovvero essere affidate
dall'ente proprietario in concessione a terzi secondo le condizioni stabilite dal regolamento.
5-bis. Per esigenze di sicurezza della circolazione stradale connesse alla congruenza del progetto
autostradale, le pertinenze di servizio relative alle strade di tipo A) sono previste dai progetti
dell'ente proprietario ovvero, se individuato, del concessionario e approvate dal concedente, nel
rispetto delle disposizioni in materia di affidamento dei servizi di distribuzione di carbolubrificanti
e delle attività commerciali e ristorative nelle aree di servizio autostradali di cui al comma 5-ter
dell'articolo 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, e successive modificazioni, e d'intesa con le
regioni, esclusivamente per i profili di competenza regionale. (2)
6. Chiunque installa o mette in esercizio impianti od opere non avendo ottenuto il rilascio dello
specifico provvedimento dell'autorità pubblica previsto dalle vigenti disposizioni di legge e indicato
nell'art. 26, o li trasforma o ne varia l'uso stabilito in tale provvedimento, è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119. (3)
7. Chiunque viola le prescrizioni indicate nel provvedimento di cui sopra è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. (3)
8. La violazione di cui al comma 6 importa la sanzione amministrativa accessoria della rimozione
dell'impianto e delle opere realizzate abusivamente, a carico dell'autore della violazione ed a sue
spese, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. La violazione di cui al comma 7
importa la sanzione amministrativa accessoria della sospensione dell'attività esercitata fino
all'attuazione delle prescrizioni violate, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
L'attuazione successiva non esime dal pagamento della somma indicata nel comma 7.
(1) Vedi art. 60, art. 61, art. 62, art. 63 e art. 64 reg. cod. strada.
(2) Comma inserito dalla Legge 29 luglio 2010, n. 120.
(3) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 25.
Attraversamenti ed uso della sede stradale (1)
1. Non possono essere effettuati, senza preventiva concessione dell'ente proprietario,
attraversamenti od uso della sede stradale e relative pertinenze con corsi d'acqua, condutture
idriche, linee elettriche e di telecomunicazione, sia aeree che in cavo sotterraneo, sottopassi e
sovrappassi, teleferiche di qualsiasi specie, gasdotti, serbatoi di combustibili liquidi, o con altri
impianti ed opere, che possono comunque interessare la proprietà stradale. Le opere di cui sopra
devono, per quanto possibile, essere realizzate in modo tale che il loro uso e la loro manutenzione
non intralci la circolazione dei veicoli sulle strade, garantendo l'accessibilità dalle fasce di
pertinenza della strada.
2. Le concessioni sono rilasciate soltanto in caso di assoluta necessità, previo accertamento tecnico
dell'autorità competente di cui all'art. 26.
3. I cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo e natura devono essere
collocati in modo da non arrecare pericolo od intralcio alla circolazione.
4. Il regolamento stabilisce norme per gli attraversamenti e l'uso della sede stradale.
5. Chiunque realizza un'opera o un impianto di quelli previsti nel comma 1 o ne varia l'uso o ne
mantiene l'esercizio senza concessione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 779 a euro 3.119. (2)
6. Chiunque non osserva le prescrizioni indicate nella concessione o nelle norme del regolamento è
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. (2)
7. La violazione prevista dal comma 5 importa la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo, a
carico dell'autore della violazione ed a sue spese, della rimozione delle opere abusivamente
realizzate, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
La violazione prevista dal comma 6 importa la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione di ogni attività fino all'attuazione successiva delle prescrizioni violate, secondo le
norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Vedi art. 65, art. 66, art. 67 e art. 68 reg. cod. strada.
(2) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 26.
Competenza per le autorizzazioni e le concessioni (1)
1. Le autorizzazioni di cui al presente titolo sono rilasciate dall'ente proprietario della strada o da
altro ente da quest'ultimo delegato o dall'ente concessionario della strada in conformità alle relative
convenzioni; l'eventuale delega è comunicata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o al
prefetto se trattasi di ente locale.
2. Le autorizzazioni e le concessioni di cui al presente titolo sono di competenza dell'ente
proprietario della strada e per le strade in concessione si provvede in conformità alle relative
convenzioni.
3. Per i tratti di strade statali, regionali o provinciali, correnti nell'interno di centri abitati con
popolazione inferiore a diecimila abitanti, il rilascio di concessioni e di autorizzazioni è di
competenza del comune, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada. (2)
4. L'impianto su strade e sulle relative pertinenze di linee ferroviarie, tranviarie, di speciali
tubazioni o altre condotte comunque destinate a servizio pubblico, o anche il solo attraversamento
di strade o relative pertinenze con uno qualsiasi degli impianti di cui sopra, sono autorizzati, in caso
di assoluta necessità e ove non siano possibili altre soluzioni tecniche, con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti (129), sentiti (3), se trattasi di linea ferroviaria, e l'ente proprietario
della strada e, se trattasi di strade militari, di concerto con il Ministro della difesa.
(1) A norma dell’art. 234, comma 2, di questo codice, le disposizioni del presente articolo si
applicano a decorrere dall’1 luglio 1993.
(2) Per le strade correnti all’interno di centri abitati con più di diecimila abitanti la competenza è già
del comune a norma dell’art. 2, comma 7, di questo codice, in quanto “strade comunali” rientranti
nella classifica di tipo D, E ed F.
(3) I Ministeri dei trasporti e della navigazione, dei lavori pubblici e per i problemi delle aree
urbane sono accorpati nel Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Art. 27.
Formalità per il rilascio delle autorizzazioni e concessioni (1)
1. Le domande dirette a conseguire le concessioni e le autorizzazioni di cui al presente titolo, se
interessano strade o autostrade statali, sono presentate al competente ufficio dell'A.N.A.S. e, in caso
di strade in concessione, all'ente concessionario che provvede a trasmetterle con il proprio parere al
competente ufficio dell'A.N.A.S., ove le convenzioni di concessione non consentono al
concessionario di adottare il relativo provvedimento.
2. Le domande rivolte a conseguire i provvedimenti di cui al comma 1 interessanti strade non statali
sono presentate all'ente proprietario della strada.
3. Le domande sono corredate dalla relativa documentazione tecnica e dall'impegno del richiedente
a sostenere tutte le spese di sopralluogo e di istruttoria, previo deposito di eventuali cauzioni.
4. I provvedimenti di concessione ed autorizzazione previsti dal presente titolo sono, in ogni caso,
accordati senza pregiudizio dei diritti dei terzi e con l'obbligo del titolare di riparare eventuali danni
derivanti dalle opere, dalle occupazioni e dai depositi autorizzati.
5. I provvedimenti di concessione ed autorizzazione di cui al presente titolo, che sono rinnovabili
alla loro scadenza, indicano le condizioni e le prescrizioni di carattere tecnico o amministrativo alle
quali esse sono assoggettate, la somma dovuta per l'occupazione o per l'uso concesso, nonché la
durata, che non potrà comunque eccedere gli anni ventinove. L'autorità competente può revocarli o
modificarli in qualsiasi momento per sopravvenuti motivi di pubblico interesse o di tutela della
sicurezza stradale, senza essere tenuta a corrispondere alcun indennizzo.
6. La durata dell'occupazione di suolo stradale per l'impianto di pubblici servizi è fissata in
relazione al previsto o comunque stabilito termine per l'ultimazione dei relativi lavori.
7. La somma dovuta per l'uso o l'occupazione delle strade e delle loro pertinenze può essere stabilita
dall'ente proprietario della strada in annualità ovvero in unica soluzione.
8. Nel determinare la misura della somma si ha riguardo alle soggezioni che derivano alla strada o
autostrada, quando la concessione costituisce l'oggetto principale dell'impresa, al valore economico
risultante dal provvedimento di autorizzazione o concessione e al vantaggio che l'utente ne ricava.
9. L'autorità competente al rilascio dei provvedimenti autorizzatori di cui al presente titolo può
chiedere un deposito cauzionale.
10. Chiunque intraprende lavori, effettua occupazioni o esegue depositi interessanti le strade o
autostrade e le relative pertinenze per le quali siano prescritti provvedimenti autorizzatori deve
tenere, nel luogo dei lavori, dell'occupazione o del deposito, il relativo atto autorizzatorio o copia
conforme, che è tenuto a presentare ad ogni richiesta dei funzionari, ufficiali o agenti indicati
nell'art. 12.
11. Per la mancata presentazione del titolo di cui al comma 10 il responsabile è soggetto alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 78 a euro 311. (2)
12. La violazione del comma 10 importa la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
dei lavori, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. In ogni caso di rifiuto della
presentazione del titolo o accertata mancanza dello stesso, da effettuare senza indugio, la
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sospensione è definitiva e ne consegue la sanzione amministrativa accessoria dell'obbligo, a carico
dell'autore della violazione, del ripristino a sue spese dei luoghi secondo le norme del capo I,
sezione II, del titolo VI.
(1) A norma dell’art. 234, comma 2, di questo codice, le disposizioni del presente articolo si
applicano a decorrere dall’1 luglio 1993.
(2) Questo comma è stato così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da
ultimo modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008
Art. 28.
Obblighi dei concessionari di determinati servizi (1)
1. I concessionari di ferrovie, di tranvie, di filovie, di funivie, di teleferiche, di linee elettriche e
telefoniche, sia aeree che sotterranee, quelli di servizi di oleodotti, di metanodotti, di distribuzione
di acqua potabile o di gas, nonché quelli di servizi di fognature e quelli dei servizi che interessano
comunque le strade, hanno l'obbligo di osservare le condizioni e le prescrizioni imposte dall'ente
proprietario per la conservazione della strada e per la sicurezza della circolazione. Quando si tratta
di impianti inerenti a servizi di trasporto, i relativi provvedimenti sono comunicati al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti (2) o alla regione competente. Nel regolamento sono indicate le
modalità di rilascio delle concessioni ed autorizzazioni all'esecuzione dei lavori ed i casi di deroga.
2. Qualora per comprovate esigenze della viabilità si renda necessario modificare o spostare, su
apposite sedi messe a disposizione dall'ente proprietario della strada, le opere e gli impianti eserciti
dai soggetti indicati nel comma 1, l'onere relativo allo spostamento dell'impianto è a carico del
gestore del pubblico servizio; i termini e le modalità per l'esecuzione dei lavori sono previamente
concordati tra le parti, contemperando i rispettivi interessi pubblici perseguiti. In caso di ritardo
ingiustificato, il gestore del pubblico servizio è tenuto a risarcire i danni e a corrispondere le
eventuali penali fissate nelle specifiche convenzioni.
(1) Vedi art. 69 reg. cod. strada.
(2) Il Ministero dei trasporti e della navigazione è ora denominato Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.
Art. 29.
Piantagioni e siepi
1. I proprietari confinanti hanno l'obbligo di mantenere le siepi in modo da non restringere o
danneggiare la strada o l'autostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine
stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilità dalla
distanza e dalla angolazione necessarie.
2. Qualora per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa vengano a cadere sul piano stradale
alberi piantati in terreni laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi è
tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile.
3. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 155 a euro 624. (1)
4. Alla violazione delle precedenti disposizioni consegue la sanzione amministrativa accessoria
dell'obbligo, per l'autore della stessa, del ripristino a sue spese dei luoghi o della rimozione delle
opere abusive secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.
(1) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.
Art. 30.
Fabbricati, muri e opere di sostegno
1. I fabbricati ed i muri di qualunque genere fronteggianti le strade devono essere conservati in
modo da non compromettere l'incolumità pubblica e da non arrecare danno alle strade ed alle
relative pertinenze.
2. Salvi i provvedimenti che nei casi contingibili ed urgenti possono essere adottati dal sindaco a
tutela della pubblica incolumità, il prefetto, sentito l'ente proprietario o concessionario, può ordinare
la demolizione o il consolidamento a spese dello stesso proprietario dei fabbricati e dei muri che
minacciano rovina se il proprietario, nonostante la diffida, non abbia provveduto a compiere le
opere necessarie.
3. In caso di inadempienza nel termine fissato, l'autorità competente ai sensi del comma 2 provvede
d'ufficio alla demolizione o al consolidamento, addebitando le spese al proprietario.
4. La costruzione e la riparazione delle opere di sostegno lungo le strade ed autostrade, qualora esse
servano unicamente a difendere ed a sostenere i fondi adiacenti, sono a carico dei proprietari dei
fondi stessi; se hanno per scopo la stabilità o la conservazione delle strade od autostrade, la
costruzione o riparazione è a carico dell'ente proprietario della strada.
5. La spesa si divide in ragione dell'interesse quando l'opera abbia scopo promiscuo. Il riparto della
spesa è fatto con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell'ufficio
periferico dell'A.N.A.S., per le strade statali ed autostrade e negli altri casi con decreto del
presidente della regione, su proposta del competente ufficio tecnico.
6. La costruzione di opere di sostegno che servono unicamente a difendere e a sostenere i fondi
adiacenti, effettuata in sede di costruzione di nuove strade, è a carico dell'ente cui appartiene la
strada, fermo restando a carico dei proprietari dei fondi l'obbligo e l'onere di manutenzione e di
eventuale riparazione o ricostruzione di tali opere.
7. In caso di mancata esecuzione di quanto compete ai proprietari dei fondi si adotta nei confronti
degli inadempienti la procedura di cui ai commi 2 e 3.
8. Chiunque non osserva le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559. (1)
(1) Comma così modificato dal Decreto Ministero Giustizia 29 dicembre 2006 e da ultimo
modificato dal Decreto Ministero Giustizia 17 dicembre 2008.


 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Giugno 2011 21:08
 
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